Sento che sta per arrivare l'estate. Uno strano senso di inquietudine.
Mi manca una giornata d'agosto, la città deserta d'auto e persone, il vento che fa le capriole attorno a me, il sole pieno, giallo, caldo delle 7.30 del mattino, un cielo azzurro con qualche nuvoletta morbida.
Una giornata che non ho mai vissuto.
Passo il tempo a farmi narrare la vita dagli occhi, direbbe Faber, non sento di viverla appieno.
Non mi ricordo nemmeno più cos'avessi intenzione di dirmi, tanto mi son perso in un baratro di malinconia ingiustificata.
Fanculo a Firefox, dico solo questo. Avevo scritto un post serio e lungo quanto un libro di Tolkien, mi dispiace perché era spontaneo e seguiva un sentiero in mezzo al bosco nella mia mente.
E correndo mi incontrò lungo le scale, quasi nulla mi sembrò cambiato in lei,
la tristezza poi ci avvolse come miele per il tempo scivolato su noi due.
Il sole che calava già rosseggiava la città
già nostra e ora straniera e incredibile e fredda:
come un istante "deja vu", ombra della gioventù, ci circondava la nebbia...
Auto ferme ci guardavano in silenzio, vecchi muri proponevan nuovi eroi,
dieci anni da narrare l'uno all' altro, ma le frasi rimanevan dentro in noi:
"cosa fai ora? Ti ricordi? Eran belli i nostri tempi,
ti ho scritto è un anno, mi han detto che eri ancor via".
E poi la cena a casa sua, la mia nuova cortesia, stoviglie color nostalgia...
E le frasi, quasi fossimo due vecchi, rincorrevan solo il tempo dietro a noi,
per la prima volta vidi quegli specchi, capii i quadri, i soprammobili ed i suoi.
I nostri miti morti ormai, la scoperta di Hemingway,
il sentirsi nuovi, le cose sognate e ora viste:
la mia America e la sua diventate nella via la nostra città tanto triste...
Carte e vento volan via nella stazione, freddo e luci accesi forse per noi lì
ed infine, in breve, la sua situazione uguale quasi a tanti nostri films:
come in un libro scritto male, lui s' era ucciso per Natale,
ma il triste racconto sembrava assorbito dal buio:
povera amica che narravi dieci anni in poche frasi ed io i miei in un solo saluto...
E pensavo dondolato dal vagone "cara amica il tempo prende il tempo dà...
noi corriamo sempre in una direzione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...
restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio di case intraviste da un treno:
siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno..."
Non ho nulla da raccontarvi, non voglio raccontarvi nulla.
NELL'ULTIMA SETTIMANA
hai pianto? Non proprio, mi è scesa una singola lacrima.
hai aiutato qualcuno? Sì, in inglese e in matematica :P
hai comprato qualcosa? Una maglietta da Frik
ti sei ammalato? Se il mal di pancia conta, sì >.< Mi sono anche ustionato un dito col vapore bollente ;_;
sei andato al cinema? No, non vado al cinema da molto in effetti...
sei andato al ristorante? Nemmeno.
hai detto "ti amo"? Sì, l'ho detto...
hai scritto una lettera? No, ma ho scritto bigliettini e sms...
ti è mancato qualcuno? Sì, moltissimo.
hai abbracciato qualcuno? Yessa.
hai litigato con i tuoi genitori? Nada, solo discusso con mamma...
hai litigato con un amico? Per una sera, poi si è chiarito il tutto.
Qualche volta capita che quando passi da quelle parti senta il cuore che si stringe, e per un attimo decide di battere un po' più forte del solito, come a volermi farmi sapere che lui ricorda anche se io no.
Ritorna alla vita il fantasma, il fantasma di un ricordo, il fantasma di un fantasma.
Qualcosa che non esiste, ma se il cervello ha rimosso il cuore nei suoi spazi infiniti ha tenuto nascosto.
E dicevo, ogni tanto si fa sentire.
Ricordi assopiti, odori e suoni dimenticati. Come se ci fosse ancora qualcosa da fare o da dirsi. Non è così.
Ma son solo ricordi, colpi talmente rapidi da non riuscire a penetrare nella carne, ma solo a lasciare ferite superficiali che rapidamente si riemarginano.
NON pretendiate nulla da me.
Sono un egoista e punto.
Non l'ho mai negato, potete anche rinfacciarmelo, ma proprio perché lo sapete, non pretendiate nulla.
Il mondo, la gente, la vita, i soldi, il lavoro, le aspettative, la giustizia, il bene, il male, l'amore, il tempo.
Odio tutte queste cose.
A me piace la fuga da tutto ciò che fa parte di questo sistema.
Amo il cielo, la natura, il silenzio, la musica, la mia mente che cela così tanti segreti.
Amo la solitudine.
Ve lo assicuro, un giorno vi girerete e non ci sarò più.
Ho sognato la Morte. E negli attimi che la precedevano, ho pregato di restare in vita, ne avevo un terrore immenso. Poi in un istante è tutto finito. Niete suoni, nessun'immagine. Solo un'essenza di me stesso galleggiante in un vuoto bianco e luminoso. Una sensazione bellissima. La pace dell'anima, quello che ho sempre sognato. Se è davvero così, mi va bene morire in qualsiasi momento.
Pensandoci un po' per la prima volta ho avuto terrore di quello che ci possa essere dopo, anziché la consueta paura del dolore che mi ha sempre attanagliato. E' un timore più profondo, giustificato dall'ignoranza dell'ignoto. Che potrebbe essere bello o brutto, ma finché non lo si vede fa paura, sia che siamo convinti dell'una o dell'altra ipotesi. La paura del dolore è più semplice da capire, e in un certo senso anche da superare, sapendo cosa ti aspetta.
E mi son chiesto: è possibile che tutto finisca davvero, che non ci sia più niente?
Cosa può dire un ateo ad un bambino che perde un genitore?
"E' morto e non lo rivedrai mai più"? Oppure "Tanto moriremo tutti prima o poi"?
Un agnostico? "Non si sa dove cavolo sia andato"?
Un buddhista? "Si reincarnerà in un'altra persona"? Vedo già il bambino che si mette a chiamare papà il primo uomo sulla sessantina con la barba bianca che trova.
Il cristiano? "E' andato in cielo, ti sente, ti guarda e ti protegge"? Sì, cazzo, è decisamente la risposta migliore. Uno dei tanti motivi per definire il cristianesimo la religione migliore. E sicuramente la più comoda.
Oggettivamente migliore, sì, perché io comunque preferisco il Buddhismo.
(wishlist: studiare la filosofia buddhista)
Io non mi metto a riscrivere i post come fa una certa pazza di mia conoscenza. No. Vaffanculo, però.
(gli do pure troppa importanza a questo Dio, scrivendolo in maiuscolo e richiamandolo così spesso alla memoria)
Questa stanza bianca mi fa un effetto stranissimo. Vedo un me bambino che lavora in una stanza da adulto. Strano, come se non me ne fossi ancora reso conto.
Poi mi guardo intorno e vedo pratiche, cartelle di roba strana catalogate per anno, argomento. Archivi. Una stampante alla mia destra, un mobile pieno di fogli alla mia sinistra.
Si sta bene, comunque.
Ok, un post dall'ufficio ci voleva proprio (di nascosto, ma solo perché ho già finito tutto quello che mi avevano già detto di fare :P)
Next coming: Post from Nintendo Wii
Bye
Con il respiro mozzato da mille lame di ghiaccio fece un altro passo in avanti. Inciampò su una grossa pietra e cadde faccia in avanti. Sbattè la testa. In uno stato di semi-incoscienza, si chiese se valesse la pena proseguire, dopotutto stava così bene sdraiato lì, improvvisamente non sentiva più il freddo, il dolore. Persino la paura del cammino che affrontava era sparita.
Devo andare avanti, non posso fermarmi qui! Devo farlo solo per me!
Sì rialzo con una fatica immane, aiutandosi con i gomiti. Il terreno era ghiacciato, il freddo vento gli scompigliava i capelli, tirandolo all'indietro.
Fece un altro po' di strada, guardandosi a destra e sinistra. Tutto era buio. Intravedeva le sagome spente di grossi palazzi, lo circondavano ai lati, gli sembrava si stringessero sempre di più su di lui, quasi ad intrappolarlo in una morsa mortale. Terrorizzato, pensò a tutti i suoi amici che stava lasciandosi alle spalle.
Voglio vederli, voglio rivederli tutti, ancora una volta, un'ultima volta...
Senti dei sussurri sommessi che venivano da qualche parte dietro la sua schiena, e si confondevano col vento. Non ci fece caso.
Dopo qualche passo, udì più distintamente delle voci che chiamavano il suo nome.
Si voltò.
I suoi amici, tutti quanti, erano a pochi metri da lui, e gli rivolgevano uno sguardo carico di amore, tendendo le braccia in avanti. Con gli occhi lucidi e la mente ancora annebbiata, si diresse verso di loro. Avvicinatosi di più si accorse dei loro sguardi. Erano spenti. Erano freddi. Non potevano essere i suoi amici, quelli. Sorridevano tutti ed invocavano il suo nome. Sorridevano e cercavano di abbracciarlo.
Scappo da quelle persone dagli occhi vuoti. Corse con tutta l'energia che aveva in corpo, nella direzione opposta alla loro. Il vento aveva smesso di soffiare, adesso non sentiva alcun rumore, neppure i suoi passi sulla fredda terra.
Ad ogni passo che faceva si sentiva più pesante, più stanco. Le gambe gli si indebolivano, i capelli si schiarivano, la pelle invecchiava.
Alla fine del suo percorso, in uno spiazzo di cui non si vedevano i confini, si fermò stremato. Era diventato vecchio. Riportando la mente ai vecchi tempi, alla luce, agli amici, ai giochi, alla sua casa, sorrise un'ultima volta, prima di accasciarsi al suolo e morire. Da solo.
E' orrendo voler piangere e non riuscirci.
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è solo minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. La SIAE consiglia di non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini... di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è "fine", insomma non sta "bene".
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton, se vuoi essere trendy evitale.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: "Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu."
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo, reiterare gli stessi concetti è negativo (per ridondanza s'intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito, per reiterazione invece la ripetizione di uno stesso concetto).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari, dammi retta se non vuoi fare figure di merda.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. La litote è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al, posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.
21. Se non trovi l'espressione italiana adatta non ricorrere mai all'espressione dialettale: peso el tacòn del buso.
22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono "cantare": sono come un cigno che deraglia.
23. C'è davvero bisogno di domande retoriche?
24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe - o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento - affinché il tuo discorso non contribuisca a quell'inquinamento dell'informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.
25. Gli accentì non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.
26. Non si apostrofa mai un'articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.
27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!!!!
28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.
29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.
30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Prendi esempio dal maggior scrittore lombardo del XIX secolo, autore tra le altre cose del 5 maggio.
31. All'inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).
32. Cura puntilliosamente l'ortograffia, se ci sono erorri si fa brutta figgura.
33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.
34. Non andare troppo sovente a capo.
Almeno, non quando non serve.
35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.
36. Non confondere la causa con l'effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.
37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.
38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica
e inviti alla deriva decostruttiva - ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica - eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.
39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere
40. Non usare elenchi numerati, e se fossero elenchi di regole da seguire non eccedere nella numerazione, più di dieci regole non saranno mai seguite. Es. 10 comandamenti
40. Se ti ritrovi obbligato a stilare elenchi numerati, fai attenzione a non sbagliare coi numeri.
41. Non dare mai del tu al tuo lettore, cos'è questa confidenza?! Ti ha mai invitato a casa sua?
42. Se inizi a scrivere qualcosa, devi poi sapere come terminarlo, è necessario non lasciare nulla in
Ahahahahahahahahahahahah.
Evviva, è Natale! Evviva, è Santo Stefano! Evviva, è il giorno dopo Santo Stefano.
Giubilo, è Capodanno.
Io mi chiedo cosa cavolo ci sia da festeggiare. Non l'ho mai capito. Il ritrovarsi in famiglia, con gli amici? Dura solo uno stramaledettissimo giorno, uguale a tutti gli altri, solo che spendiamo un botto di soldi in roba da mangiare, da bere e petardi. Oh, buon 2007!
Un mare di felicità ti travolgerà in questo fantastico 2007, manda questo messaggio a 200 persone in 2 secondi (non vale il copia e incolla) e forse ci saranno meno giorni di sfiga (ma il giorno che ti capiterà te lo ricorderai per sempre).
Basta, sono stanco. Di tutto. (Back to origins)
La mia mente è carente di fantasia.
Solo titoli.
L'incipit di storie che non hanno "...e vissero tutti felici e contenti.", ma solo "C'era una volta..."
E come finirà la storia della Bambina di cera? Chissà.
Non mi si conosce mai abbastanza.
Non mi si conosce mai.
Non mi si conosce.
Proprio no.
E sarà sempre così, per fortuna vostra.
Auguri a tutti, BELLI e brutti!
Zia: "In quale monte Mosè ricevette le tavole dei comandamenti?"
Luca: "Gennargentu!"
1)Quella che avresti voluto scrivere tu: Farewell - Francesco Guccini
2)Quella che ascolti ora: Sunrise Feeling - Indians
3)Quella che ti fa venire in mente la tua infanzia: Quelle dello zecchino d'oro? Boh, chi se la ricorda l'infanzia
4)Quella che riassume la tua adolescenza: direi Reflections - Mulan (disney) e pensandoci bene anche La Stanza dei Fantasmi - Club Dogo (unica canzone rap della mia playlist)
5)Quella che parla di te: Amico Fragile - De' Andrè
6)Quella notturna: Moondance - Nightwish **
7)Quella che ti fa venire voglia di ballare: Moondance - Nightwish, poi Trashed, Lost and Strungout dei Children of Bodom
8)Quella che ti mette brutti ricordi: Nessuna in particolare
9)Quella che odiavi ma adesso ami: Sobakasu dall'anime "Kenshin"
10)Quella che vorresti al tuo matrimonio: Premesso che credo non ci sarà mai un matrimonio... Promises - Megadeth
11)Quella che vorresti al tuo funerale: Ovviamente una canzone dei Children... Silent Night, Bodom Night, lo specificherò nel testamento
12)Quella che descrive perfettamente il tuo stato d'animo attuale: Moondance...
13)Quella che ti piace nella collezione dei tuoi genitori: i Genesis e de andrè, principalmente
14)Quella che piace ai tuoi genitori nella tua collezione: Mother Earth - Within temptation
15)Quella più triste: Boh, ci devo pensare
16)Quella che ti fa venire in mente la prima cotta: Nessuna, e poi sinceramente manco me la ricordo
17)Quella per quando sei incazzato nero: Toxicity - System of a Down, Trashed, Lost and Strungout dei Children
18)Quella con il miglior finale: non lo so, in questo momento
19)Quella con il miglior inizio: come sopra...
20)Quella che non conosceresti se non fosse per un tuo amico: Day Eighteen: Realization - Ayreon (bellissima, una commistione di vari generi perfetta!)
21)Quella più brutta che hai a casa: La scelta è ardua, considerando tutta la dance di mia sorella.
22)La migliore colonna sonora: Non so... Se potessi scegliere io, direi Alturas - Inti Illimani
23)La migliore cover: hmm boh °_°
24)La migliore da sentire/cantare in viaggio: All'andata Don't stop me now dei Queen, al ritorno da un bel viaggio I'm going home - The Rocky Horror Picture Show... In generale In un giorno di pioggia dei Modena
25)Quella che ti mette addosso ottimismo: Nessuna. W le canzoni tristi
25)Quella da cantare sotto la doccia: Tutte quelle dell'album Toxicity
26)Quella per la tua città: nessuna, chi volete che consideri una città come la mia?
27)Quella con il miglior duetto: boh, non saprei dire
28)Quella su cui fare l'amore: I cum blood - Cannibal Corpse... No, scherzo. Direi una canzone degli Ska-P, muovendosi a ritmo di musica
29)Quella con il testo più bello: Confessioni di un malandrino - Branduardi, Amico fragile - De Andrè, Incontro - Guccini
30)Quella che ti mette allegria: Vedi numero 25.
31)Quella da ascoltare quando sei rilassato: Chou dal gioco Project Zero
32)Quella da ascoltare quando voglio caricarmi: Vedere 17, prego :P
33)Quella da ascoltare quando sei felice: Moondance dei Nightwish, Showbiz dei Muse
34)Quella da ascoltare quando sei triste: Tutte quelle che mi caricano, oppure quelle di Beethoven, o ancora Alturas - Inti Illimani...
35)Quella da ascoltare prima di addormentarsi: Inti Illimani ancora :)
36)Quella da ascoltare appena sveglio: Levan's Polka - Loituma
37)Quella da ascoltare quando piove: November Rain - Guns 'n' Roses
38)Quella da ascoltare quando c'è il sole: ci devo pensare
39)Quella da dedicare al mio migliore amico: anche qui, ci penserò
40)Quella da dedicare al mio peggiore nemico: nessuna... Cioè, al massimo qualcuna demenziale dei GemBoy
41)Quella da dedicare al proprio amore: Gone with the Sin degli Him
42)Quella da dedicare ad un amore passato: ...
43)Quella da dedicare ad un amore futuro: visto che c'è un amore corrente, mi auguro che non ce ne sarà uno futuro (significherebbe che è finito questo)
44)Quella da cantare a squarciagola: Muse - Showbiz, Morte di un poeta - MCR
45)Quella da ascoltare in silenzio: El condor pasa - Inti Illimani, The sound of Silence - Simon e Garfunkel
46)Quella da condividere col mondo: Don't Stop me Now - Queen
Puff, che fatica!
Ci sono due n.25, me ne sono accorto dopo °_°
E' normale che ogni volta che squilla il telefono abbia paura? Non capisco.
"Buonanotte, la falce della luna
si cheta mentre l'aria si fa bruna
dalla finestra mia voglio gridare
contro il disco della luna.
La notte è così tersa
qui forse anche morire non fa male
che importa se il mio spirito è perverso
e dal mio dorso penzola un fanale."
Mi ricordo, c'era freddo. Studiavo italiano al riparo dal vento, dietro un grande palazzo di via Roma. Il cielo era infuocato. Dentro di me faceva caldo.
<Clic per ingrandire>
Ieri questo blog ha compiuto esattamente due anni.
Tante cose son cambiate in questi lunghissimi due anni. Rileggendo il blog, mi scopro a sorridere delle cose brutte, e farmi prendere dalla malinconia sui bei ricordi.
Io son cambiato, sicuramente. Parole più serie. Consapevolezza di un ragazzo che impara a conoscere il mondo, osservando gli altri ed i loro comportamenti. In silenzio, in disparte. E cresce comunque, con i suoi errori. E "tutti i miei sbagli", come dissi in principio. Tutti gli sbagli fatti e che farò mi cambieranno ancora.
Gli amici sono cambiati. Il mio modo di rapportarmi a loro. Forse è diminuita la mia dipendenza e aumentato il mio egocentrismo. Col risultato che mi capita più sovente di sentirmi solo, ma mi complimento con me stesso per la conquista della consapevolezza in me stesso. Gli amici, dicevo, sì. C'è il nostro gruppo che davvero si completa, cen'è per tutti i gusti fra noi. Il silenzioso. L'introversa. Il divertente. La saggia, che tira le redini del quartetto. Ché poi, dietro i sorrisi e i silenzi c'è sempre qualcos'altro di più profondo.
Anche l'essenza del blog è profondamente mutata. Lo spirito con cui scrivo. Se prima era per divertimento, e condivisione, adesso è spesso l'esatto contrario. Adesso rifletto. Rifletto sul mondo, sulla vita, sul mio futuro e sulle relazioni con gli altri, sui miei e gli altrui comportamenti. Però mi censuro. Pochi riferimenti precisi. A volte scrivo solo le cose fondamentali di un pensiero, per poi non riuscire a capire cosa volessi intendere, quando lo rileggo qualche giorno dopo. E' soprattutto qui che si denota l'intento di non condivisione. Il fatto che il blog lo scriva per me e non per gli altri. Questo è cambiato.
Adesso vado a ripassare latino. Un saluto festoso a tutti. I 2 anni del blog e i miei 18 anni, che cadono quasi lo stesso giorno e mi son dimenticato di festeggiare.
P.S. Quando ho iniziato a scrivere il post era ancora primo Dicembre.
Per ora il messaggio di mia zia è il migliore:
"Ora è ufficiale... Sei maggiorenne ma non illuderti è sempre uguale! Tanti auguri zia Paola"
La vita è una cascata,
Siamo una cosa in un fiume,
E un'altra ancora dopo la caduta.
Nuotando attraverso il vuoto,
Ascoltiamo la parola,
Perdiamo noi stessi, ma troviamo tutto?
Perchè noi siamo quelli che vogliono giocare,
Vogliono andare sempre, Ma non vogliono mai rimanere,
E noi siamo quelli che vogliono scegliere,
Vogliono sempre giocare, Ma non vogliono mai perdere.
Trapezisti, nel cielo,
Quando perdi la tua mentalità ristretta,
Liberi la tua vita.
La vita è una cascata,
Noi beviamo da un fiume,
Poi ci giriamo attorno e costruiamo i nostri muri.
Nuotando attraverso il vuoto,
Ascoltiamo la parola,
Perdiamo noi stessi
Ma alla fine troviamo tutto?
Perchè noi siamo quelli che vogliono giocare,
Vogliono andare sempre,
Ma non vogliono mai rimanere,
E noi siamo quelli che vogliono scegliere,
Vogliono sempre giocare,
Ma non vogliono mai perdere.
Trapezisti, nel cielo,
Quando perdi la tua mentalità ristretta,
Liberi la tua vita.
Trapezisti, così in alto,
Quando liberi i tuoi occhi,
Premio Eterno.
Trapezisti, nel cielo,
Quando perdi la tua mentalità ristretta,
Liberi la tua vita.
Trapezisti, così in alto,
Quando liberi i tuoi occhi, Premio Eterno.
Lo sapevo di sbagliare. Lo so che sto sbagliando tutto. Da qualche anno a questa parte, non ne faccio una giusta.
[vittima mode OFF]